Il fenomeno delle Tiny House

Spesso chi si ritrova a vivere in grandi città estremamente urbanizzate e con un’alta densità di popolazione deve, suo malgrado, confrontarsi con diverse condizioni: piccoli spazi, costi elevati, importanti spese di gestione proporzionali alle metrature, necessità di usufruire di un unico ambiente contemporaneamente come casa e come studio, etc.

Così nelle grandi metropoli c’è solo l’imbarazzo della scelta tra monolocali e piccole abitazioni, ottenute magari dal frazionamento di soluzioni originariamente più grandi che rispecchiavano i canoni dei propri tempi, ma (sempre più frequentemente) non di quelli odierni.

Lo scenario che si presenta agli architetti, ai designer, ed agli stessi utenti  è quello di una vera e propria sfida finalizzata ad ottenere il massimo da quanto si ha a disposizione.

Parallelamente, però, il ricorrere a piccole soluzioni abitative non rappresenta più solo ed esclusivamente una scelta “obbligata”, ma una vera e propria scelta di vita, anche quando di spazio ce ne sarebbe in quantità.

Diverse sono le motivazioni alla base di questa tendenza che coinvolge ormai le città di tutto il mondo: maggiore considerazione per l’ambiente, il desiderio di ridurre al massimo lo spreco delle risorse, l’educazione al vivere ‘green’ ed in generale, una sempre più ampia consapevolezza che il benessere non si lega esclusivamente alle cose che possediamo ma allo stile di vita che conduciamo.

È così che ridotte (a volte ridottissime) metrature vengono volutamente scelte, su queste si attua  una suddivisione flessibile delle aree e del loro utilizzo, le si ottimizza attraverso un profondo studio delle soluzioni di arredo ed infine le si veste con una estetica particolare ed una forte personalità, dando così vita ad abitazioni belle e funzionali, dei veri e propri ‘gioielli’ che poco fanno rimpiangere le più ampie alternative.

Quindi: che sia per necessità, per una scelta etica responsabile, per il desiderio di investire diversamente le proprie finanze, o semplicemente per la sfida che pongono a noi progettisti.. benvenute TINY HOUSE!

La nostra sfida ai piccoli spazi l’abbiamo affrontata con il progetto Salina: clicca per conoscere di più!


Often who needs to live  in large and highly urbanized cities with a high population density,  have to compare himself, against his will, with different conditions: small spaces, high costs, significant operating expenses in proportion to the sizes, need to make double use of a single environment as home and as office, etc.

So in the big cities there is huge assortment of choice among studios and small houses, maybe obtained from the fractionation of originally larger solutions that reflected the canons of its time, but (increasingly) not those of today.

The scenario that is presented to architects, designers, and to the same users is a challenge aimed at getting the most out of what you have available.

Simultaneously, however, resort to the small housing solutions is no longer exclusively a “forced” choice, but a real choice of life, even when there would be space in big quantity.

There are several reasons behind this trend that now involves a lot of cities of the world: greater consideration for the environment, the desire to minimize the waste of resources, the education to live ‘green’ and, generally, a growing awareness that health is linked not only to the things we own, but to the lifestyle we lead.

That’s how small (sometimes very small) sizes are deliberately chosen, these will implement with a flexible subdivision of the areas and their utilization, optimizing through a deep study of the design solutions and finally dresses with a particular aesthetic and and a strong personality, creating beautiful and functional homes, real ‘jewels’ which don’t get regret about large-scale alternatives.

So, whatever is the reason: for necessity, for a responsible ethic choice, the desire to invest their finances differently, or simply for the challenge issued to us designers .. welcome TINY HOUSE!

Our challenge to small spaces we played with the Salina project: click to learn more!

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